Montezemolo e Todt pensieri per Schumacher

Il presidente Montezemolo ne ha parlato al Tg1. Jean Todt dopo averne parlato alla Stampa ha scelto l’Equipe per una confessione più lunga. A 10 anni dall’incidente di Schumacher, tocca ai suoi amici ricordare Michael.

“Vorrei poter tornare 15 anni indietro e avere insieme le stesse soddisfazioni sia in pista che fuori dalla pista. I momenti subito dopo la vittoria di Suzuka 2000,  eravamo come inebriati, ci abbracciavamo, ci baciavamo, con lui, con Todt, con i meccanici – ha raccontato Montezemolo -. Commozione, con lacrime sue e mie quando lui scese a Monza per l’ultima volta dalla Ferrari perché aveva deciso di ritirarsi. Corinna è una donna meravigliosa e mi ha detto: ‘Sono molto felice se tu puoi ricordare quel periodo fantastico’. Michael ti voglio bene e ti penso sempre

Todt all’Equipe invece ha detto: “No, non mi manca, ho condiviso con lui molti momenti e sono onorato di poterlo fare ancora. Non mi manca perché lui c’è. Con questo non voglio dire che ora la sua vita non sia cambiata. Non è quello di prima, quello che tutti ricordano in F1. Non è il Michael che tutti conoscevano. Oggi appare diverso, ma è splendidamente sostenuto dalla moglie Corinna e dai suoi figli, che lo assistono in tutto e per tutto ogni giorno”.

Todt ne ha approfittato anche per dire la sua sul suo successore alla guida della Fia, Ben Sulayem. “Le sue parole non mi hanno sorpreso, sapevo che personaggio fosse. Quando me ne sono andato (dicembre 2021) c’erano più di 250 milioni di euro in riserva e ogni anno i conti erano a posto e non dobbiamo dimenticare la parentesi della pandemia. Tuttavia, quando arrivai nel 2009, i milioni di euro in riserva erano appena 40, nonostante la Federazione avesse da poco trasferito i diritti commerciali della Formula 1”.

“Il budget era quasi triplicato, quindi non lo chiamerei “deficit”. Avevamo anche tante nuove competizioni e fonti di reddito, come la Formula E, il Wec e il Rally-Raid. Queste accuse non hanno senso, soprattutto se sono false, siano rivolte al predecessore a capo della Ferrari, della Peugeot o della stessa Fia. È solo fumo. In carriera non mi sono mai permesso di aprire bocca, perché è inutile. Quando si chiude un capitolo se ne deve aprire un altro. Non si può impedire a qualcuno di criticare o dissentire, ma tutto quello che ho fatto durante la mia presidenza è sempre stato approvato dal Senato e dal consiglio mondiale”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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